Frenare le aspirazioni e le capacità di una giovane ballerina è davvero la cosa buona e giusta?

novembre 11th, 2015 by marica

danza classicaLa giurisprudenza e la psicologia sono due discipline distinte, ma che da sempre sono legate da un filo invisibile quanto reale e che oggi più che mai portano a sentenze e a conseguenze che penetrano nelle relazioni più profonde delle persone, delle famiglie e dei nostri figli.

È importante riflettere, pensare al significato di giusto, di etico, confrontarsi cosa sia il bene dei nostri ragazzi, renderli consapevoli e realmente partecipi di tutte le decisioni che li riguardano e non ascoltarli come se fossero sempre il plagio o il prodotto passivo dell’educazione dell’adulto.

Ma ecco che tra i tanti casi esaminati come consulente ne emerge uno che ha dell’incredibile–un provvedimento di allontanamento–una ragazza deve essere allontanata dalla mamma perché hanno un rapporto simbiotico escludente. Nella relazione tecnica si legge anche:

“… Nessuno dei tre attori (riferendosi ad un padre, ad una madre e ad una ragazza) della vicenda osservata è mai stato ricoverato in un servizio psichiatrico, né abbiamo certificazioni ed esami che ci mostrino ed evidenzino uno stato di psicopatologia dell’uno o dell’altro. D’altro canto la situazione è fortemente patologica e si trascina da circa dodici anni, ci è quindi necessario definire cosa intendiamo per patologia al di fuori o meglio, oltre la nosografia psichiatrica…”.

Il perito non riesce classificare la ragazza e sua madre, all’interno di una patologia e a questo punto afferma che occorrerebbe inventarne una ad hoc?

Le domande sorgono spontanee:

Rapporto simbiotico perché madre e figlia condividono la stessa passione? Escludente perché la ragazza non vuole vedere il papà, in quanto la stessa giovane ha raccontato più volte di aver subito “avances” dal padre?

Non è forse importante quello che pensa, quello in cui crede la giovane ballerina?

Non è importante, come dice il consulente del tribunale, definire cosa intendiamo per patologia, ma discernere tra volere e reale aspirazione di crescita della giovane promessa della danza. Il ruolo degli adulti, genitori, educatori, psicologi, periti è quello di analizzare con profondità le caratteristiche dei giovani e far si che queste vengano coltivate fino alla realizzazione completa della personalità nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Spesso i tecnici osservano le criticità dei rapporti, occorrerebbe invece guardare anche e soprattutto le potenzialità delle persone e delle loro interazioni in modo da trovare soluzioni positive e adeguate allo sviluppo e non al controllo della situazione. Violare il diritto di sviluppo alla persona vuol dire creare patologia, depressione, fuga dalla realtà. Ecco dove dovrebbe a mio avviso convogliare la ricerca clinica psicologica e psichiatrica: studiare la relazione tra diritti umani e le patologie mentali.

12/11/2015                                                                          D.ssa Marica Malagutti

One Response to “Frenare le aspirazioni e le capacità di una giovane ballerina è davvero la cosa buona e giusta?”

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